Le marine da guerra delle Nazioni belligeranti…

Uno degli elementi che peserà notevolmente sull’esito finale della guerra in corso è senza dubbio l’armamento navale degli Stati belligeranti. Vediamo, quindi, quali sono, in questo campo, le condizioni presenti di ciascuno di essi, avvertendo che il ritmo febbrile impresso alle costruzioni navali dopo gli ultimi mesi del decorso anno, non può ancora aver sensibilmente spostato i rapporti di forze.

La classificazione del naviglio bellico nelle sue principali categorie, secondo i criteri e la nomenclatura generalmente adottati dagli esperti, permetterà di farci un’idea adeguata di questi rapporti.

NAVI DI LINEA. – Sono caratterizzate dalla capacità di affrontare col loro fuoco le unità avversarie e di resistere almeno parzialmente al fuoco avversario in virtù di una corazzatura pesante sulle fiancate, sul ponte di coperta e sulle «torri» delle artiglierie. Hanno armamento principale di grossi calibri e talora anche di medi calibri; armamento secondario di piccoli calibri e di mitragliere, oltre ai cannoni e alle mitragliere antiaeree e ai tubi di lancio dei siluri. Macchinario potente, buona velocità, sebbene inferiore a quella delle navi tipo incrociatore o cacciatorpediniere. Il massimo calibro è ora il 381 per la Germania e la Francia, (come anche per l’Italia), il 406 per le marine inglese e nord-americana. Il 381 consente un maggiore sviluppo delle qualità difensive della nave (munizionamento, velocità) e sotto certi aspetti – secondo alcuni critici – è preferibile al 406. Altre navi sono armate coi calibri «predominanti» di 356, 330, 320 (Francia), 305 (diverse Nazioni), 280 (Germania), 254. Il numero dei maggiori calibri (per es. 381 o 406) varia da 8 a 9 per le navi di tipo recente superiori alle 22.000 tonnellate: ma può raggiungere 10 e 12 per cannoni da 356 e 305. Calibri medî sono il 152, adottato da tutte le marine, e la sua variante 155 0 149; il 137 e 135, il 130, 127, 120, 105.

L’armamento minore è oggi caratterizzato dai cannoni e dalle mitragliere antiaeree, come pure dalle numerose mitragliere normali: per lo più da 37 mm. queste, armi formidabili contro bersagli animati e per le «piccole» distanze.

La velocità delle navi si aggira oggi sui 20-30 nodi orarî, raggiungendo i 31 e anche i 33 in alcuni tipi modernissimi, e scendendo ai 20 e ai 18 nei tipi meno recenti. La potenza massima degli impianti a vapore si aggira sui 130-140.000 cavalli (è la potenza approssimativa di una grande centrale elettrica); ed è in rapporto inverso con la potenza dell’armamento, lo spessore e quindi il peso delle corazzature, la capacità dei depositi di combustibile e la conseguente «autonomia» della nave.

L’apparato motore delle navi di linea meno veloci, meno grosse e meno recenti può tuttavia avere una potenza assai più piccola del massimo di 140.000 cavalli sopra indicato, e cioè dai 18-20.000 cavalli in su. Le quattro corazzate italiane di tipo Cavour hanno impianti da 75.000 cavalli, per un dislocamento di 24.000 tonn. e una velocità di 27 nodi.

La protezione o corazzatura in piastre d’acciaio ha spessori di 250-300 mm., con massimi di 350, per le fiancate, nella parte centrale. Essa digrada a spessori minori nelle zone meno vitali. La piastra protettiva dei ponti corazzati misura spessori varî, da 30 a 70, fino a 76 mm.; con massimi recenti di 125 mm. per alcune porzioni. Le torri e barbette delle artiglierie hanno corazzatura da 200 a 350 mm., secondo la loro importanza.

Ciò posto, a programma 1938 ultimato e arrotondando le cifre al migliaio, si hanno per le «navi di linea» i dati seguenti, come risulta dall’Almanacco Navale del Ministero della Marina, pubblicazione annuale di alto pregio documentario:

Marine belligeranti: Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Inghilterra 22 729.000
Francia 12 326.000
Germania 10 218.000
[Russia] 5 140.000

Marine neutrali:
Italia 13 411.000
Giappone 8 235.000
Stati Uniti 21 674.000

Si vede che Inghilterra e Francia possono contrapporre 34 navi di linea per complessive tonnellate 1.055.000, alle 10 navi tedesche per complessive tonnellate 218.ooo. Si avverta poi che 8 sulle 10 navi germaniche sono armate con calibro 280, mentre tutte le francesi ed inglesi sono armate con calibri superiori a 300, fino a 381 e 406. Qualora alla Germania si dovesse affiancare la Russia, i rapporti del numero e del tonnellaggio sarebbero:

Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Franco-Inglesi 34 1.055.000
Russo-Tedeschi 15 358.000

INCROCIATORI. – Il trattato di Washington del 1922 li ha distinti in due sottocategorie. La sottocategoria A comporta un dislocamento massimo di 10.000 tonn. e un calibro massimo di 203 mm. La sottocategoria B comporta un dislocamento ridotto a 8000 tonn. dal secondo trattato di Londra (1936) e un calibro massimo di 155. Essi sono muniti altresì di tubi lancia-siluri del diametro da 450 a 550 mm., e di mitragliere, nonché di cannoni e mitragliere anti-aerei. Loro funzione specifica è quella di «incrociare» e di tentar di offendere le navi nemiche prima che il grosso fuoco di esse raggiunga le proprie: ma nella pratica guerresca molti altri e importanti compiti offensivi e difensivi sono loro affidati. È loro caratteristica la elevata velocità, lo snello profilo, la leggerezza e talora la esiguità della corazzatura; oltre che dell’armamento, come si è visto. La protezione non supera, in generale, i 70-100 mm., con rare punte oltre i 100 fino a 150. Qualche vecchio tipo derivante da ex-nave di linea può avere corazze da 200. Possono sviluppare velocità più elevate che le navi di linea (fino a 35-37 nodi e più) e sono dotati conseguentemente di apparati motori più cospicui, in rapporto al minor tonnellaggio; fino a 140.000-150.000 cavalli i maggiori e più veloci (tipo Trento della marina italiana). Ciò non deve far meraviglia, se si tien presente che la resistenza opposta dall’acqua alla corsa della nave aumenta in proporzione al cubo della velocità: una nave che raddoppi la sua velocità consuma 23 = 8 volte più di carbone.

Vediamo quante unità e quali tonnellaggi le due parti possono contrapporre:

Incrociatori di tipo A: Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Inghilterra 15 144.000
Francia 7 70.000
Germania 3 30.000
[Russia] 8 62.000
Incrociatori di tipo B: Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Inghilterra 69 447.000
Francia 15 108.000
Germania 12 83.000
[Russia] 6 32.000

Si denota in questo campo la grande superiorità inglese, che dà, per il totale delle due sottocategorie A e B, il seguente rapporto:

Franco-Inglesi: 106 navi per 769.000 tonn.
Russo-Tedeschi: 29 navi per 207.000 tonn.

A titolo di semplice riferimento aggiungiamo i dati relativi al complesso degli incrociatori A e B per le tre grandi marine neutrali:

Incrociatori di tipo A: Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Italia 8 79.000
Giappone 18 160.000
Stati Uniti 18 171.000
Incrociatori di tipo B: Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Italia 26 121.000
Giappone 29 181.000
Stati Uniti 23 192.000

NAVI DI SUPERFICIE DI CATEGORIA C, OSSIA CACCIATORPEDINIERE E TORPEDINIERE. – La categoria (o sottocategoria) C, come le categorie A e B, appartiene al naviglio leggero di superficie ed è caratterizzata dalla elevatissima velocità (35-40 nodi), dall’armamento leggero, dalla costante presenza dell’arma silurante, dalla protezione esigua o più spesso nulla. Predominano i calibri 102 (torpediniere e caccia) e 120 (cacciatorpediniere). Numerosi anche i 138 e 130; 127 e 100. Hanno da 6 a 8 tubi di lancio da 533 mm. Apparato motore assai potente in relazione alla mole della nave, e cioè fino a 36-40.000 cavalli, e a 70-74.000 per i più recenti caccia di più elevato tonnellaggio. Le torpediniere hanno apparati motori fino a 28-30.000 cavalli.

Per fissare le idee, citiamo due esempî.

Cacciatorpediniere inglese tipo «Laforey», programma 1939. Disloca 1920 tonn., è lungo metri 108. Motore 48.000 cavalli, velocità 36 nodi. Ha 6 cannoni da 120, 8 lanciasiluri da 533 mm., 7 mitragliere.

Torpediniera francese tipo «Le Breton», programma 1938. Disloca 1000 tonn., è lunga metri 90. Motore 28.000 cavalli, velocità 34 nodi. Ha 4 cannoni da 100 mm., 4 lanciasiluri da 550 mm., 4 mitragliere antiaeree da 37 mm.

Le navi di categoria C, cacciatorpediniere e torpediniere, sono destinate alla protezione delle navi di linea ed eventualmente degli incrociatori, e all’attacco delle unità nemiche mediante la rapida offesa dell’arma silurante. In entrambe le funzioni sono aiutate dalla loro velocità, ma alle loro origini avevano il compito esclusivo del siluramento, mediante il lancio della «torpedine». Donde il nome «torpediniere» «cacciatorpediniere», ed anche la ormai desueta qualifica globale di «siluranti di superficie». Tra i compiti che via via si sono aggiunti a quel primo figura oggi come importantissimo quello di scorta e di protezione del grosso naviglio.

L’attacco notturno richiede di preferenza piccole navi che possano adempiere, senza esser viste, alla funzione silurante: e non hanno bisogno di una velocità molto elevata. Per il Mediterraneo servono torpediniere di 8oo tonn., velocità 28-34 nodi. L’attacco diurno vuole velocità massima e attitudine a tenere il mare anche non calmo: quindi, maggior tonnellaggio: per es. 1300 tonnellate e 35-37 nodi.

La genialità e l’ardimento degli Italiani ha aggiunto ai tipi di siluranti veloci delle diverse marine, l’unità costiera del Mas. Unità costiera, perché le sue dimensioni ne circoscrivono il raggio di autonomia e ne limitano l’attitudine a tenere il mare, se agitato. Il Mas disloca da 20 a 30 tonnellate, è armato di 2 tubi lanciasiluri da 450 e spicca 30-40 nodi di velocità.

Bisogna anche tener conto dell’apparizione dei super-caccia, navi leggere e veloci, che nella scala dei tonnellaggi e delle qualifiche di merito si possono interpolare agevolmente fra gli incrociatori B e i cacciatorpediniere. Questa categoria, nata in Francia nel 1922 col Jaguar, e subito adottata dalle altre marine, specie da quelle oceaniche, può comprendere navi superiori alle 2000 tonn., più veloci e più potentemente armate dei cacciatorpediniere; di cui pertanto hanno la possibilità di respinger gli attacchi. Sono dei caccia-cacciatorpediniere, dei caccia alla 2ª potenza. Oggi vengono loro demandati anche altri compiti bellici: scorta del naviglio mercantile e dei trasporti di truppe, esplorazione lontana, collegamento con la ricognizione aerea. La «corsa verso l’aumento di potenza» li ha già portati dalle 2000 alle 3000 tonnellate.

Come si vede, le navi leggere di superficie di categoria C comprendono 4 sottocategorie:

Ecco ora adunati in uno specchio i dati complessivi di potenza per le navi C:

Nazioni belligeranti: Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Inghilterra 199 271.000
Francia 92 170.000
Germania 86 88.000
[Russia] 59 75.000

Ne risulta un totale di 291 unità e di 441.000 tonn. franco-inglesi, contro 145 unità e 163.000 tonn. germano-russe. Le unità inglesi, ma specialmente le francesi, stazzano maggiori tonnellaggi, come s’è avvertito, e come risulta al confronto dei dati.

I riferimenti per le tre grandi marine neutrali sono:

Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Italia 148 147.000
Giappone 136 172.000
Stati Uniti 241 306.000

SOMMERGIBILI. – Se ne conosce anche troppo la funzione e l’insidiosa modalità di attacco. Il sommergibile è lo strumento classico per l’attacco mediante siluro. Alla capacità di lancio del terribile auto-proietto si aggiunge la possibilità di celarsi, mediante immersione, alla caccia avversaria.

La offesa del siluro può ritenersi oggi la più grave e pericolosa pel naviglio attaccato e risulta pressoché sempre esiziale alla unità colpita, in quanto la raggiunge sotto la linea di immersione. Ciò aumenta enormemente l’efficacia del colpo per due ragioni: 1º le masse d’acqua circostanti al punto di scoppio costituiscono «intasamento» per la carica del siluro all’atto della detonazione: l’energia di scoppio trova cioè nell’acqua un «punto d’appoggio» per esercitare la sua violenza contro il fasciame della nave, ciò che non avviene per i proietti che scoppiano sopr’acqua. 2° Lo squarcio operato nel fasciame sotto la linea di immersione è ovviamente più grave, per un natante, di qualunque altra lesione, poiché viene a distruggere la sua facoltà prima ed essenziale, quella del galleggiamento. Si noti poi che il calibro (mm. 450-550) e perciò la carica di un siluro, cioè il peso dell’esplosivo che esso contiene, sono di un ordine di grandezza alquanto superiore alle dimensioni e al peso dei proietti di grosso calibro fin qui usati in marina (per es., 356; 381).

A norma dei trattati di Londra 1930 e 1936 i sommergibili comportano un dislocamento massimo di 2000 tonnellate, con cannoni (1 o 2) del calibro massimo di 130 mm.

Per lo più i sommergibili vengono distinti in due classi o tipi, secondo il loro tonnellaggio. Il primo tipo è chiamato «oceanico», supera le 1000 tonn. di dislocamento ed ha un largo raggio di autonomia. Il secondo tipo «costiero» comprende le unità sotto alle 1000 tonn. e di limitata autonomia.

Ecco i dati per le potenze belligeranti:

Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Inghilterra 69 72.000
Francia 98 100.000
Germania 71 31.000
[Russia] 160 82.000

Per le grandi marine neutrali si ha invece:

Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Italia 121 97.000
Giappone 64 87.000
Stati Uniti 105 107.000

NAVI PORTAEREI. – Di recente un’ultima categoria di navi è venuta ad arricchire la vasta gamma dei tipi da guerra, e cioè quella delle navi portaerei. Sono armate di artiglierie di medio calibro e talora di piccolo, più raramente di sole mitragliere. Protezione di non grande spessore (76 mm.), buon apparato di macchine, larga autonomia. Limitate dal trattato di Londra 1930 a un dislocamento massimo di 23.000 tonn. e al calibro massimo di 155 mm., hanno struttura tipica a pontile; per il decollo degli aerei, sono munite di catapulte di lancio, di ascensori per lo stivaggio o, di gru per la presa a bordo, ecc.

Il Courageous della marina britannica, recentemente silurato dai Tedeschi nel mare del Nord, dislocava 22.500 tonn., con lunghezza di metri 239, corazze di fiancata e di ponte dello spessore massimo di 76 mm., apparato motore di 90.000 cav., autonomia di 5200 km., velocità 30 nodi. L’armamento era costituito da 16 cannoni da 120 mm.; 4 da 47 mm.; 24 antiaerei da 40 mm. a 8 canne, 18 mitragliere. Munito di 2 catapulte, portava 48 aerei.

Le navi porta-aerei con dislocamento superiore alle 23.000 tonn. come le due nord-americane Lexington e Saratoga, di 33.000 tonn., erano state armate prima del trattato di Londra 1930.

Ecco i dati di potenza per le diverse marine, ivi comprese le unità portaerei in costruzione:

Nazioni belligeranti: Numero
delle navi
Tonnellaggio
totale
Inghilterra 12 252.000
Francia 3 58.000
Germania 2 39.000
[Russia] 3 36.000

Dei neutrali, citiamo la marina giapponese con 7 porta-aerei per complessive 99.000 tonn., e la nord-americana con 7 porta-aerei per complessive 155.000 tonnellate.

Queste le navi che costituiscono il nucleo essenziale e definiscono l’entità di una marina da guerra.

Una flotta comprende tuttavia anche altre categorie e altri tipi di naviglio complementare e sussidiario. Il quale, se pure non arriva a spostare sensibilmente la capacità di offesa e difesa delle vere e proprie unità da battaglia, può recare e reca di fatto servigi indispensabili nelle generali emergenze belliche, tanto più col durare e col prolungarsi dello stato di guerra sui mari.

Le convenzioni vigenti limitano od escludono le bocche da fuoco per queste categorie, e stabiliscono estremi di velocità, tonnellaggio e uso per poterle classificare. Esse vengono divise in tre classi:

La esistenza e la efficienza di un siffatto naviglio contribuisce in modo anche essenziale alla condotta della guerra marittima, e può facilitare i compiti assai complessi a cui sono ordinariamente e in primo appello chiamate le unità da battaglia; oltre ad assolvere poi compiti specifici, per es., di ammonizione costiera in colonia, trasbordo e sbarco truppe, rifornimenti in alto mare, avvisi, campagne idrografiche, allenamento e scuola; non ultime mansioni certo di una moderna marina militare.

Carlo Emilio Gadda

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859
ISBN 1-904371-10-8

Please note that the above text is for on-line consultation only.
© 2003-2018 EJGS Supplement no. 2 (EJGS 3/2003).

Le opere pubbliche di Milano, Piazza Montegrappa a Varese, Le risorse minerarie del territorio etiopico and L’assetto economico dell’Impero were first published in L’Ambrosiano on 25 October 1935 (p. 3); 25 October 1935 (pp. 3-4); 13 June 1936 (p. 3); 23 June 1936 (pp. 1-2). La donna si prepara ai suoi compiti coloniali, Le marine da guerra delle Nazioni belligeranti…,e le loro forze militari terrestri and La colonizzazione del latifondo siciliano first came out in Le Vie d’Italia, issues 44, no. 10 (October 1938), pp. 1248-251; 45, no. 11 (November 1939), pp. 1391-399; 45, no. 11 (November 1939), pp. 1400-408; 47, no. 3 (March 1941): 335-43. I nuovi borghi della Sicilia rurale and I Littoriali del lavoro were first published in Nuova Antologia issues 76, 413 (January-February 1941), pp. 281-86; 76, 414 (March-April 1941), pp. 389-395.

The ten articles were not included in the Garzanti edition of the Opere directed by Dante Isella and are here published for the first time as a collection.

The material was accessed at the Braidense Library and the Touring Club Italiano, Centro Documentazione, Milan. The archival research carried out on behalf of EJGS was part of a project funded by the Carnegie Trust for the Universities of Scotland.

The digitisation and editing of EJGS Supplement no. 2 were made possible thanks to the generous financial support of the School of Languages, Literatures and Cultures, University of Edinburgh.

Artwork © 2003-2018 by G. & F. Pedriali.
Framed image: after a detail from a photograph in Storie d’Italia (Milan: Touring Club Italiano, 2003), 92.

All EJGS hyperlinks are the responsibility of the Chair of the Board of Editors.

EJGS may not be printed, forwarded, or otherwise distributed for any reasons other than personal use. EJGS is a member of CELJ, The Council of Editors of Learned Journals.

Dynamically-generated word count for this file is 2904 words, the equivalent of 9 pages in print.