fulgido


M 471 fulgide per latte e per ambra si pensavano misteriose mollezze da disvelare; 481 volle essere vita, vita fulgida, vera, davanti la finta; 488 avvinte poi nel nodo trionfale d’una così fulgida sintesi; 489 nei mattini fulgidi e azzurri o lenti di calura e di nebbie; 526 non pareva dovesse riuscir poi così fulgido, questo martirio; 586 Nel letto profondo Franco lasciò la preda dalle fulgide, calde, bianchissime carni; F 73 Il verde piano, nel sole fulgidissimo, brusiva di amori e di voli; Psm 498 Era fulgida; A 513 E le parve, mentre lui la guardò, un pensiero inesorabile e fulgido scaturito dalla folla tediosa dei viventi; 519 Il dolce piano, quel pomeriggio, nel sole fulgidissimo, brusiva di amori e di voli; –•– AS 1162 Alta fulgida costellazione delle tue tre lauree; CdU 174 l’ultimo dei mattini d’aprile era splendidamente fulgido sopra la purezza selvaggia delle formazioni infinite; 186 Fulgido di mattutino splendore; Meglio fu socchiuder gli occhi e lasciar che le cose più fulgide […] trovassero immagine sole.

«luminoso» e anche «che appare nella pienezza della propria bellezza» (GDLI); TB reca un es. dantesco, Par. XXVI 2: «de la fulgida fiamma che lo spense | uscì un spiro», ma la forma vb. corrisp. È anche di frequente uso dannunziano, cfr. tra i tanti es. (molti sono in Primo vere), EL, Nel centenario di V. Bellini, 129: «Inno di gloria, irraggiati dei raggi | più fulgidi»; IS, Sestina, 17: «Fulgida aurora a me parve la sera»; e per «fulgidissimo», C, Gorgon, 6: «Ne la bocca era il sorriso | fulgidissimo e crudele» e NDP, Vergine Anna, 15, 8: «ll miracolo appariva inopinato, fulgidissimo, supremo» (e «inopinato» è t. gaddiano, cfr. ad es. Sdc 388 [CdD 61]). Per Carducci cfr. almeno OB, Per la morte di Napoleone Eugenio, 1: «Questo la inconscia zagaglia barbara | prostrò, spegnendo li occhi di fulgida | vita sorrisi da i fantasmi | fluttuanti ne l’azzurro immenso» (e vd. anche s. v. «zagaglia») e soprattutto Alla Regina d’Italia, 29: «fulgida e bionda ne l’adamàntina | luce del serto tu passi» (per cui vd. anche s. v. «adamante»); un es. pascoliano, da un testo partic. frequentato, OI, A Umberto Cagni, 34: «O fulgidi eroi, | ci deste un impero; un impero | che armenti non pasce, che biade | non germina; sterile». (e vd. anche s. v. « germinare»). Un occ. anche in Montale, OC, Tempi di Bellosguardo, 22: «una coda | fulgida che trascorra in cielo». La prosa gaddiana contempla anche il corrispondente avv., cfr. M 535: «Quel figlio […] era un lei che continuava fulgidamente nel mondo».

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859

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