lappa – lappa lappa

Sdc 400 [CdD 92] E dopo questo po’ po’ di lappa lappa.

«gran mangiata», att. dal solo GDLI con questo unico es.; la n(M) 1420 in CdD 92 precisa: «è l’iterato esercizio di bocca (dal lombardo làpa “lingua, parlantina”, e lapàa [ma lapà]: “sorbire con la lingua”)». I voc. mil. riportano direttamente: lapp lapp come voce onomatopeica, Banfi in partic.: fa lapp lapp, «lapteggiare»; e in Dossi (V 212) si ha lappà: «leccare, sorbire avidamente» (detto degli animali), cfr. Isella 1958, per cui potrebbe considerarsi derivato direttamente dal corrisp. mil. Cfr. anche la locuz. lappe lappe (voce onomatopeica che riproduce il rumore che si fa con la lingua sorbendo un liquido). La prosa gaddiana contempla anche il vb. «lappare» («leccare», ma anche mangiare avidamente), per cui vd. Conf. 93: «il premio non ha raggiunto il cadavere [di Saba], ma le seconde nozze della gentile figliola ed il piatto di porcellana dove lappa il suo barbone grasso e puzzolento» e PLF 59: «a intingolarsi nel piatto, se lappa».

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859

© 2003-2020 by Paola Italia & EJGS. First published in Glossario di Carlo Emilio Gadda «milanese». Da «La meccanica» a «L’Adalgisa» (Alessandria: Edizioni dell’Orso, 1998). Artwork © 2003-2020 by G. & F. Pedriali.

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