cachinno

M 512 Allora erano nuovi cachinni; G/n 339 Omonimia stupefacente, ma così ha voluto il cachinno del destino; –•– AG 920 a non voler suscitare di mille secoli il cachinno; CdD 386 con ululati, dai cupi assortimenti delle ü celtiche e gargarizzati cachinni; SD 814-15 talora il cachinno ha efficacia di antidoto alla troppa serietà della faccenda.

«riso smoderato», latinismo; già in TB: «non è dell’uso com.»; e in GDLI esempi da Dante e Manzoni, PC, Trionfo della libertà, IV, 120: «Oh generosi Spirti, | Degni del giogo estranio e de’ cachinni!», quest’ultimo forse presente a Gadda considerando che l’«omonimia» di G/n 339 riguarda appunto «il piĆ¹ grande scrittore di Lombardia». In AG 920 è usato antifrasticamente in una esplicita citaz. foscoliana, cfr. Sepolcri, 233-34: «e l’armonia | Vince di mille secoli il silenzio»; una ripresa anche nel tardo Montale, SA, L’Arno a Rovezzano, 11: «“tu che fai l’addormentata” col triplice cachinno».

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859

© 2003-2020 by Paola Italia & EJGS. First published in Glossario di Carlo Emilio Gadda «milanese». Da «La meccanica» a «L’Adalgisa» (Alessandria: Edizioni dell’Orso, 1998). Artwork © 2003-2020 by G. & F. Pedriali.

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