Tra forma e storia: le prose brevi di Gadda

Matteo Ghirardelli

Giuliano Cenati, Frammenti e meraviglie. Gadda e i generi della prosa breve, Milano, Unicopli, 2010, 235pp., ISBN 978-88-400-1425-8.

Il volume di Giuliano Cenati contribuisce a diradare la parziale zona d’ombra relativa al dibattito sui generi brevi nella produzione gaddiana. Due parole di premessa aiuteranno a introdurre l’opzione di fondo alla base di questo lavoro. Il termine genere sconta, fin dalle origini aristoteliche, un’inevitabile ambivalenza: il lessema, infatti, indica una serie di motivi, forme e orizzonti di attesa, legati a una tradizione specifica e capaci di offrire un criterio di unità alla molteplicità empirica delle opere. Nel contempo, tuttavia, indica anche un principio di costituzione testuale, ossia le modalità operative con cui gli elementi precedenti sono attivati per ottenere, di fatto, l’opera concreta.

Nel primo caso, un’opera viene sussunta come caso particolare all’interno di una regolarità generale cui viene riferita. Il frammentismo di Gadda, ad esempio, come occasione specifica all’interno di una più vasta temperie, rispetto alla quale si misureranno somiglianze e scarti in relazione a tratti comuni. Nel secondo, il testo viene esaminato a partire dalla messa in discorso, in senso semiotico, degli elementi precedenti: ripresa e assunzione di fatti, eventi e azioni da un’istanza di mediazione, sia essa una voce narrante o un io lirico. Il genere, dunque, si presenta come nozione divisa tra un criterio tematico e uno enunciativo.

Questa compresenza è la mira verso cui si organizza l’intera argomentazione del saggio. Cenati sceglie infatti di tenere assieme questi due regimi, privilegiando lo sguardo testuale (lessico, sintassi, istanza narrante e focalizzazioni) e intertestuale (rimandi, variazioni tematiche, rielaborazione di materiali) per arrivare alla appartenenza storica, biografica e sociale (Gadda e il suo tempo). Il taglio è, per così dire, sincronico, nello stesso modo in cui in linguistica si intende il termine: una contingenza che nulla toglie alla storia che l’ha prodotta, ma che pone quest’ultima in epoché, in favore di uno sguardo attento alla determinatezza testuale. E morfologico:

le diverse raccolte di prose sono ripartite in base a fondamentali tratti morfologici che ne determinano l’impianto comune e distintivo: a cominciare dall’estensione testuale delle singole unità o capitoli di cui esse raccolte si compongono, perché il dato quantitativo della maggiore o minore brevità ha immediati riflessi sulla natura della composizione. (Cenati 2010a: 15)

Più nel dettaglio, il saggio si divide in due macro sezioni, dove è già visibile la scelta metodica. La prima (Capitoli e favole. Il racconto composito dell’io) affianca infatti alle raccolte prosastiche La Madonna dei filosofi e Il castello di Udine, le più eterogenee dal punto di vista dei regimi discorsivi, il Primo libro delle Favole, compatto invece dal punto di vista del genere. Cenati individua un criterio unitario non nel tema delle raccolte, neppure nella comunanza di generi condivisi e rielaborati a diverso titolo in ogni opera, ma in un criterio enunciativo – la medesima funzione della voce narrante rispetto al trattamento della materia – e morfologico – l’estrema brevità dei singoli addendi testuali caratterizzante questi testi.

I paragrafi dei capitoli, poi, costituiscono successivi affondi all’interno dei volumi. Le analisi compiute sono sempre precedute da una panoramica e da un compendio, anche molto minuto, delle parti componenti l’ordito testuale. Le diagnosi di frammentismo, di vocazione lirica o narrativa, così come il censimento dell’intersecarsi di generi e sottogeneri, non vengono solo enunciati, ma comprovati da precisi riferimenti testuali, secondo le direttive metodiche prima ricordate. A paragrafi più strettamente tecnici (Poetare e raccontare; Le chiose di una voce discorde), seguono altri di carattere più genericamente storico-biografico (Lo spaesamento del reduce; Gli orizzonti della nazione ricostituita), o riassuntivi del percorso compiuto (Un monologismo composito), oppure specificatamente mirati ad un procedimento compositivo (Fenomenologia della descrizione).

Nella seconda sezione (Viaggi e saggi. Le divagazioni didascaliche), troviamo invece le prose di carattere didascalico, prodotte in particolare negli anni Trenta e Quaranta: Le meraviglie di Italia, Gli anni, Verso la Certosa, I viaggi la morte. I primi due capitoli (Dalla prosa d’arte alla terza pagina, e viceversa; Divagare con metodo), introduttivi e d’insieme, offrono elementi di relazione tra la biografia lavorativa e umana di Gadda e quella italiana, individuando tanto legami intertestuali interni alla produzione dell’autore, quanto la continuità/differenza tra il contenitore pubblico e d’occasione delle prose brevi – l’elzeviro, il reportage, la terza pagina, i saggi di divulgazione tecnica e di critica militante – e l’elaborazione gaddiana, tra ossequio della norma e riuso creativo.

Cenati, in particolare, sottolinea la continuità tra il rigore etico dell’uomo Gadda e il soggettivismo didascalico che contraddistingue la voce narrante di questi scritti, i quali, pur nella varietà di tono e di conformità rispetto alla norma sociale o testuale imposta, permettono sempre di individuare la coerenza di un percorso umano e narrativo: in termini linguistici, se l’enunciatore può essere multiplo o irriconoscibile, il locutore, colui che è responsabile del primario atto di parola, non lo è affatto. Vi è continuità, insomma, tra la fisionomia dell’istanza narrativa, accentrante e monologica, e lo sfuggente io autoriale, che non è tanto – positivisticamente – l’uomo Gadda, quanto l’insieme dei procedimenti che rendono riconoscibile una scrittura come una, cioè responsabile, in questo senso, della folla di voci convocate sulla pagina.

I capitoli successivi, seppure non in modo netto e esclusivo l’uno rispetto all’altro, entrano nel dettaglio delle singole raccolte: dalle Meraviglie di Italia  (Un corpo a corpo edificante; L’io intellettuale verso l’integrazione), si passa all’esame stratigrafico dello spazio e del tempo degli Anni (Nei meandri di una civiltà millenaria), alla dimensione cittadina della metropoli e della campagna (Verso la Certosa), tra realtà presente e suggestione storica o mitica (Lungo le correnti del lavoro italiano). Attenzione specifica è poi dedicata alla presenza, trasversale, nel corpo della scrittura di minute competenze tecnico scientifiche, sia a livello di mezzo espressivo, sia come oggetto di indagine: la concretezza della dimensione economica, la divisione sociale del lavoro, i differenti rami della tecnologia e delle sue applicazioni sono esibiti con lessico fedele, adeguato e rispettoso delle competenze professionali riunite sulla pagina, ma agiscono anche come tensore qualora la voce narrante se ne serva per creare attrito rispetto ad altri linguaggi, o per colpire l’ingessatura di coloro che, soprattutto nei saperi astratti di alto prestigio, fanno di quegli stessi linguaggi ortodossia vacua e retorica (Un’attenzione pragmatica alla quantità; L’enciclopedismo delle tecniche). Chiudono il volume tre brevi capitoli, dedicati ad alcuni dei molteplici impulsi di approfondimento offerti dai Viaggi la morte: il motivo della deformazione linguistica e la sua radice gnoseologica (Mimesi e deformazione), Gadda come critico militante (A tu per tu nell’agone saggistico), la psicoanalisi come principio e risorsa di analisi e produzione testuale (Prospezioni freudiane).

Nel complesso, il volume risulta utile tanto per lo studente, che vede riassunta e presentata secondo un taglio unitario una congerie di scritti enorme, quanto per il saggista di più lungo corso, il quale vi può trovare spunti per studi monografici più dettagliati. In questo senso, crediamo, può essere letta la scelta di avvalersi quasi per intero di riferimenti alla sola opera dell’autore, tenendo a margine altri reperti bibliografici. Del resto, l’intento di Cenati è ravvisare i lineamenti di un profilo d'insieme, non la stretta su di una singola raccolta. E, giusto questo obiettivo, il compito del lavoro è stato assolto.

Università di Bologna

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859

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