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Scrittori italiani: C.E. Gadda ancora
Elio Vittorini
Carlo Emilio Gadda non esclude nessun aspetto della vita dal suo scandaglio rotatorio di scrittore, (1) e sotto la sua penna dal lungo artiglio falcato (entro il quale scorre, sia pure grumoso ma infallibile inchiostro, l’ironia) azzanna dall’alfa all’omega come un macinasassi qualsivoglia atteggiamento dell’uomo verso i punti cardinali del suo eterno, dalla pancia all’idea. Il periodo stesso di Gadda vuole sempre, a costo di ritorsioni, incisi, e andirivieni per reticolati di virgole, esaurire in tutte le sue facce il pensiero che lo ha dettato. Non c’è nulla che a Gadda sembri trascurabile, nulla che per lui possa essere passato sottinteso e non sia degno di spiegazione (...). Si preoccupa soprattutto (2) di quello che teme dimenticato, e se racconta d’uno che va per amore a una casa è capace di ricordare tra parentesi la cubatura di scavo che richiese quel tratto di strada, fino ad alzare la voce, tra elementi di ingegneria, di storia patria e di umano compatimento, in un inno civile che trascende il personaggio come singolo e come specie (...). (3) Preferirebbe il lettore vederlo incantarsi alla bella stagione, o buttarsi a corpo perduto, col fiato sospeso, dietro il personaggio, invece lui lo costringe ad accorgersi, via considerazione, anche del pitale in ferro stagnato che affiora per metà colmo di ghiaia da un illustre greto. Eppure basterebbe pensare la pagina di Carlo Emilio Gadda ridotta convenzionalmente in versi per intendere come in lui urge rovello da bardo (…) o da predicatore (...), cioè da Savonarola (4) in fondo apologeta di questi pagani tempi utilitari, epperò eretico nella civiltà moderna per la più bella faccia della medesima. Non romantico lui (...). Portato a darci piuttosto dei Commentari che delle Lucie di Lammermoor: o una Lucia scritta a capi d’accusa come una specie di «catilinaria»... (5)
Note
1. [Differente l’incipit nella prima versione dell’articolo, apparsa sul Bargello: «Chi sostiene che Carlo Emilio Gadda è uno degli scrittori più completi che abbia oggi l’Italia esagera magari di affetto ma non è su una falsa pista di fede. Perchè Carlo Emilio Gadda non esclude ecc.»].
2. [Nel Bargello: «o che non sia degno di spiegazione. In genere gli scrittori scelgono o almeno fingono di scegliere nella folla del materiale, e procedono nella direzione che ritengono, per la cosa da dire, la più conveniente; lui, invece, si preoccupa soprattutto ecc.»].
3. [Nel Bargello: «… come specie. Ne risulta che il lettore non riesce a seguirlo per tanti fili e non capisce che cosa precisamente interessi Gadda»].
4. [Nel Bargello: «per intendere come in lui urge rovello poetico di sfogo da bardo antico o da magnifico predicatore, cioè (vedi sulla “Gazzetta del Popolo” il “Taccuino di un italiano all’estero” ch’egli vi va pubblicando) da Savonarola ecc.»].
5. [Nel Bargello, così l’explicit: «Non romantico, lui, e niente da fare con Dossi, Lucini, Linati e via di seguito i longobardi che si citano a suo mal proposito. L’esaltazione un po’ nevrastenica della guerra, quale si legge nei racconti maggiori dell’ultimo libro, “Il Castello di Udine”, (che l’“Ambrosiano” ha segnalato come il più bello del mese di aprile c.a. ed è forse il più bello da parecchi anni a questa parte) lo rivela decisamente portato a darci dei “comentarii” che delle “Lucie di Lammermoor”. O forse ci sorprenderà con una “Lucia di Lammermoor” scritta a capi d’accusa come una specie di calilinaria?…»].
Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)
ISSN 1476-9859
ISBN 1-904371- 18-3
© 2007-2026 by Riccardo Stracuzzi & EJGS. Previously published: E. Vittorini, Scrittori italiani: C. E. Gadda ancora, in Il bargello (7 October 1934): 3, with the title Il castello di Udine; then in Diario in pubblico (Turin: Einaudi, without date, but 1980), 60-61. First published as part of EJGS Supplement no. 7, EJGS 6/2007.
The archival research carried out on behalf of EJGS was part of a project funded by the Edinburgh Development Trust, University of Edinburgh. The digitisation and editing of EJGS Supplement no. 7 were made possible thanks to the generous financial support of the School of Languages, Literatures and Cultures, University of Edinburgh.
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