Bark Inscription

Nota del curatore

La presente silloge di scritti critici su Carlo Emilio Gadda – relativi al giro d’anni che va dal 1931 (con l’uscita della Madonna dei Filosofi) al 1943 (giusto alla vigilia dell’Adalgisa) – ambisce ad essere esaustiva. Come accade talora in simili circostanze, è probabile che tale esaustività rimanga mero auspicio: il lavoro di censimento e di raccolta, infatti, ha dovuto giovarsi per lo più delle notizie che la fiorente bibliografia su Gadda – anche in termini di storia degli studi – ha sinora distillato, soprattutto dopo il 1969. Esiti più cospicui, con ogni verosimiglianza, avrebbe determinato una ricerca condotta sistematicamente su tutti i quotidiani, le riviste, i fogli più o meno effimeri che nutrivano, nel giro d’anni indicato, qualche interesse verso la letteratura coeva. Un tale compito, tuttavia, non era tale da poter essere eseguito da un solo curatore; il quale è quindi anticipatamente grato a coloro che vorranno segnalargli omissioni o lacune.

Gli articoli che qui si pubblicano sono corrispondenti, nei casi in cui ciò si sia verificato o sia stato possibile accertare, alla versione definitiva che gli autori hanno dato loro ristampando in volume i pezzi, inizialmente comparsi su quotidiani e riviste. In altri casi, invece, essi corrispondono alla prima, e unica a mia notizia, uscita su periodico: su ciò informano le annotazioni che seguono l’indicazione di copyright, in calce a ogni articolo. Considerata la varia indole e le differenti attitudini tipografiche dei periodici nei quali questi articoli – recensivi o non, e talora ben noti – hanno trovato posto, non è parso ragionevole applicare agli scritti un criterio uniformante sotto il rispetto editoriale (e dunque nemmeno quello rispondente ai criteri dell’Edinburgh Journal of Gadda Studies, che ha promosso e che ora pubblica la silloge). Sicché non sono stati sottoposti ad intervento del curatore: a) le diverse maniere accentuative («poichè» e «poiché», «così» e «cosí», e simili); b) i dittonghi delle desinenze plurali; c) il numero dei punti di sospensione (tre o quattro); d) gli usi che concernono la menzione dei titoli gaddiani (corsivati, virgolettati, maiuscolati ecc.); le citazioni testuali (virgolette alte o basse); e) i differenti ritrovati per la messa in rilievo metalinguistica (apici, corsivi, virgolette, maiuscole); e f) le lievi discrepanze dalla lezione dei testi di Gadda secondo quanto stabilito, oggi, dagli opera garzantiani.

Irragionevole è parso anche appesantire questi scritti, per lo più brevi e di corso agile, con annotazioni che registrassero l’attuale locazione dei brani gaddiani citati (spesso uguali da scritto a scritto, e comunque tra i più noti agli studiosi); e le rare e anòdine varianti tra l’edizione in rivista degli scritti (quando si è riusciti a reperirla) e la successiva, ove esistente, edizione in volume. Riguardo a ciò, si è derogato solo per i due articoli di Vittorini ristampati dall’autore nel Diario in pubblico, i quali invece comportano espunzioni ragguardevoli, per giunta segnate con qualche licenza nella tarda ripresa in volume. Per ragioni inerenti alla lunghezza e alla articolazione del saggio, invece, non ci si è sobbarcati il compito di registrare minutamente le significative varianti tra l’edizione in rivista dello scritto di Devoto (1936) e la sua riedizione in volume (1950), sulle quali informa parzialmente la Prefazione del curatore. In alcuni casi, tuttavia, è accaduto di aggiungere, accanto alle note a piè di pagina degli autori, alcune supplementari note del curatore, di impronta elementarmente esplicativa: è parso artificio sufficiente, nei casi in questione, confinare le note seconde entro parentesi quadre.

I rarissimi interventi cui si sono sottoposti gli scritti corrispondono a semplici principi di eliminazione dei potenziali equivoci. Questo l’elenco di tali interventi: a) tacita correzione di quelli che sono apparsi manifesti refusi di stampa; b) scioglimento dei patronimici puntati (più che altro «Gadda» in luogo di «G.», nell’articolo di Binni); c) uniformazione delle virgolette solo in caso di citazioni testuali, e solo per assicurare linearità a luoghi altrimenti intricati, ossia virgolette alte (“”) entro le citazioni tra virgolette basse («»); d) sostituzione del corsivo in luogo dello spaziato (nell’articolo di Devoto); e) introduzione della barra verticale (|) per segnalare, nei testi riportati in nota tra quadre, la fine capoverso.

R.S.

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859
ISBN 1-904371- 18-3

© 2007-2026 by Riccardo Stracuzzi & EJGS. First published in EJGS (EJGS 6/2007).
The archival research carried out on behalf of EJGS was part of a project funded by the Edinburgh Development Trust, University of Edinburgh. The digitisation and editing of EJGS Supplement no. 7 were made possible thanks to the generous financial support of the School of Languages, Literatures and Cultures, University of Edinburgh.

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