narcissico

NaP/n 439 La prossimità nonché il commercio delle genti e’ son grandemente appetiti dai vanitosi e da tutti quelli cui la natura ha devoluto un temperamento narcissico; –•– CdD 513 pillacchere di stupida benevolenza (anche narcissiche); Conf. 43 Abbiamo anche visitato Cecchi Emilio, intelligentissimo, un po’ strafottente e narcissico sino all’estremo pensabile; EP 307 Il meccanismo di questa bassezza erotica è un meccanismo tipicamente narcissico; 309 Anche ne la «Cognizione del dolore» D. M. ha parlato di «consustanziazione narcissica sive narcisistica»: direbbe oggi iperbole narcissica, enfatizzazione erronea del non essere […] poniamo su di essi [oggetti] la mano paterna e aggrinfiante dell’orgoglio e della vantardigia narcissica; 321 Oltre al narcisismo tipico e al tipico appetito della fase narcissica attraversata; 322 La violenta carica narcissica o autoerotica che a ciascuno di noi, maschio o femmina, è conferita dal meccanismo naturale biogenetico raggiunge la sua massima caratterizzazione […], negli anni tra il 6° e il 20° di nostra vita; 323 Non mi è possibile qui insistere sul significato biogenetico primo della erotia narcissica o, come De Mad la dimanda, carica narcissica; 325 In alcuni casi follia narcissica e sindrome dissociativa coesistono e si contemperano in una bischeraggine indecifrabile; 327 sono tutte forme […] di una estensione della carica narcissica o autolubido alla collettività; 334 Il gioco della erotia narcissica; 335 sono potentemente influenzati da coteste metafore ex narcissiche […] il protagonista attivo de’ romanzi e poemi viene consustanziato come modello narcissico dal giovane lettore; 340 ogni manifestata prassi dell’Eros […] conosce e addimanda come necessitante forma la naturale […] corrispettiva fase narcissica: la quale fase diviene vera e propria «disciplina narcissica»; 344 Ho conosciuto e conosco molti narcissici; 346 Il narcissico non può essere buon maestro alla bottega; 357 Il folle narcissico e’ desidera e brama le carte stampate; 362 la sindrome narcissica […] si coagula nella irremovibilità ippopotamica del narcisista adulto; 367 La psicosi narcissica […]. Il folle narcissico è fermo alle prime scemenze di sua età; 371 «Narcisso, narcissico, narcisismo» e’ son vocabuli innocenti al cristiano; 372 Una manifestazione narcissica può essere, nelle sue estreme esibizioni, il lutto e il cerimoniale funebre; I 101 è quello [Don Abbondio] che vede più chiara la sua posizione […] vera mancanza di spirito esibitivo, narcissico, gratuito…; VM 436 ipostasi titillatoria, e narcissica; 438 Una carica narcissica dimensioni ragionevoli; una carica narcissica «esiste e opera in me»; 609 il ragazzo [Agostino] è avido di modelli (che io chiamo modelli narcissici) su cui conformare la propria nascente maschilità; 643 Avverto, une fois pour toutes, ch’io dovrò usare il vocabolo [narcissico] nelle due accezioni indispensabili, corrispondenti ai due gradi d’intensità della carica narcissica: a) per designare la carica normale (prepuberale, giovanile, adulta); b) per designare la carica abnorme: e si tratta di una anomalia quantitativa (mille in luogo di cento) o di una anomalia di qualità cioè b-I: di contenuto; b-II: di modo o metodo; 659 La parola «narcisismo» apparsa la prima volta […] nel 1902, aveva pallidi e malsicuri precedenti nel linguaggio: eccessivo amor proprio (1890): egoismo, in tutti i secoli: vanità, in tutti i secoli (attribuita alle donne, mentre la carica narcissica ed esibitiva è tipica del maschio).

«narcisistico», tecnicismo att. dal solo GDLI con l’es. gaddiano da VM 659 (seguito da Pasolini e Arbasino). L’avvertenza di VM 642: «In uno de’ primi anni del secolo, 1902, sembrami, quando non fosse invece 1904 […] uno psicologo inglese in una rivista di psicologia inglese (?) usò per primo quel vocabolo che ne gocciola tuttora dalla penna», ne indica, ma non precisa l’origine inglese. Numerose le occ. nella prosa gaddiana, ma in tutte è, più o meno esplicita, una valutazione negativa, conforme a quell’invettiva lanciata da Gonzalo contro: «l’io, l’io!… Il più lurido di tutti i pronomi!…», per cui vd. la n(M) 688 in CdD 175. Il t. deriva dall’ant. grafia «narcisso» che è cifra dannunziana, cfr. ad es. Cantata di calen d’aprile, IS, 264: «recava in man narcissi»; o ER, Villa medici, 53: «treman attorno gli aperti narcissi»; ma anche dal fr. narcissic ed è usato da Gadda come sinon. di «narcisistico» (pure att. nella prosa gaddiana, cfr. QP 93 [QPL 364]: «narcisista a contenuto pseudo-etico»), nell’accez. freudiana. Per gli indubbi rapporti con Freud (di cui Gadda possedeva le opere in traduzione fr.), cfr. Arbasino 1971: 196 e sgg.: «… A proposito di psicanalisi devo dire che mi sono avvicinato ad essa negli anni fiorentini dal ’26 al ’40 quando l’insieme delle dottrine e delle ricerche di questa grande componente della cultura moderna era visto popolarmente come operazione diabolica e quasi infame», David 1966: 458-66, Lucchini 1986: 109-22 e Roscioni 1995: 107.

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ISSN 1476-9859

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