La villa della Cognizione nel 1972

Enrico Flores

Ho visitato, il 29 e 30 marzo 1972, con mia moglie la villa della Cognizione (1) a Longone al Segrino. Gli appunti che seguono risalgono a quella data e sono rimasti finora in buona parte inediti.

La villa di Gadda è a sud-est di Longone, in una leggera elevazione del terreno. Il bosco, esistente ai tempi di Gadda intorno alla villa (Cogn. 92), è stato parzialmente tagliato per far posto alle nuove costruzioni ed all’allargamento del sistema viario della zona. Il cimitero di poco a nord (nord-est) della villa è lungo la provinciale della Vallassina. La strada attuale dove sta la villa si chiama « Via della costa», forse la «Civica strada alla costa» di Cogn. 256. La parrocchia di Longone ha un campanile con 4 campane con ruota: cfr. Cogn. 38, «La campana post-tridentina, a castello ruotante», e anche Cogn. 111 la «ruota, a fianco ogniduna».

La villa fu venduta al Signor Rossi e poi da questo a Bruno Roghi. La custode della villa da me intervistata riferisce che Bruno Roghi, avvocato secondo costei, e da identificarsi con il noto letterato e giornalista sportivo, è il padre di Gianni Roghi, morto tragicamente in Africa durante un servizio fotografico. Jettatissima questa villa di Gadda. Nella futura successione di Bruno Roghi le cose sono complicate da eredi così costituiti: 1) metà ai due figli di Gianni Roghi; 2) metà ai figli della sorella della convivente di Bruno Roghi.

Carella Mariaga si trova proprio ad est-nord-est della Villa di Gadda. L’Eremo dei frati nella Cogn. 78 potrebbe essere l’Eremo di San Miro sopra Canzo. Il lago d’Alserio sembra veramente una «bacinella». Il residuo parco della villa ha, fra gli altri, alberi di susini, prugne, palme, nespoli; attualmente la villa si chiama «Villa Ambra». Il nuovo proprietario, con discutibile gusto per il kitsch, ha decorato alcuni muri del parco con mattonelle di maiolica che ricordano tutti i posti dove è stato. La villa di Gadda un tempo era bianca, a calce: cfr. Cogn. 114 «La casa si squadrava (2) bianca alla costa», oggi (1972) è giallo scura.

La villa è al momento disabitata. C’è la custode, ma dove abita? Abbiamo appurato che al lato est della villa c’è l’abitazione dei custodi. Salendo un gradino, si entra a destra (a sinistra nella foto) direttamente nella cucina, poi la scaletta continua e si vede a sinistra il cane da guardia, e più dietro un grosso pollaio, qualche altro gradino e si arriva sulla facciata della casa che è il lato sud. Qui c’è un grande portico con una vite rampicante (il portico ha un’altezza di un piano e mezzo) e sopra i due piani della villa, ognuno sul lato di sud-ovest con cinque finestre.

A sud-sud-ovest al primo piano, che sarebbe il piano terra del lato nord, c’è una veranda in muratura con tre aperture, e su questa c’è un terrazzo della stessa superficie della veranda, ambedue con vista panoramica tutt’intorno, sul piano d’Erba, lago d’Alserio, Longone ecc.: cfr. Cogn. 114 «Uscirono sul terrazzo (3) da cui si guardava l’estate, a mezzogiorno e a ponente… Il terrazzo è a livello del piccolo giardino dietro casa, con il quale comunicava direttamente, dopo il solo ostacolo d’un gradino di serizzo». Infatti a questa veranda si può accedere anche direttamente dal lato nord con un gradino, dove c’è l’entrata secondaria, un piccolo portoncino a piano terra, il primo piano che a sud è secondo: anche qui soltanto finestre. A fianco della veranda, nel giardino, un’altra scaletta che porta in un giardino chiuso senza più uscite.

Nell’andar via un ultimo spunto gaddiano: la custode non ha la chiave del cancello, ma con un pezzo di legno lo apre e ci fa uscire. In questa Brianza del 1972 c’è ancora l’ossessione dei ladri: due donne, vicino alla strada parrocchiale, le sentiamo che dicono: «con tutti questi ladri che ci pass». Ossessione quindi della proprietà, per ogni dove muri di cinta a protezione e tanti cani da guardia. Strano per noi meridionali, abituati alle ville dalle nostre parti senza recinzioni.

Università di Napoli

Note

1. Per il testo de La Cognizione del dolore seguo la IV ed., del 1970, Torino, Einaudi.

2. Perché è una specie di parallelepipedo, nonostante la faccia superiore e quella inferiore non siano parallele, dato il dislivello di un piano fra lato nord e lato sud: cfr. Cogn. 115 «sul davanti, contro il sole, c’era un piano di più».

3. Che propriamente è quello che chiamo veranda, come chiarisce il seguito del discorso in Cogn.: vd. infra. Questo terrazzo-veranda non ha più la balaustra di legno, ma marcita è stata sostituita con una in muratura: cfr. Cogn. 115 «il figlio aveva le due mani alla balaustra di legno».

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859
ISBN 1-904371-11-6

© 2004-2019 by Enrico Flores & EJGS. First published in EJGS (EJGS 4/2004).
artwork © 2004-2019 by G. & F. Pedriali.
framed image: after a detail of villa Gadda, Longone – photograph by Enrico Flores.

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