Pocket Gadda Encyclopedia
Edited by Federica G. Pedriali

Virgilio

Emanuele Narducci

I versi di Virgilio che più profondamente si sono impressi nella memoria di Gadda sono quelli del finale della IV ecloga: «colui al quale i genitori non hanno sorriso, né un dio mai lo ha degnato della sua mensa, né una dea del suo letto». (1) Gadda se ne è servito più di una volta, citandoli espressamente, o alludendovi attraverso rifacimenti, come di una sorta di epigrafe apposta alle rievocazioni dell’infelicità della propria infanzia, segnata dal «diniego oltraggioso» (SGF I 228-29) che sentiva essergli stato opposto dai genitori.

A volte, però, in una comprensibilissima dialettica, affiora la posizione opposta: e allora quegli stessi versi sono ricordati per dare voce alla percezione di una propria personale insufficienza, di difetti radicati in una struttura sostanzialmente patologica della propria personalità, giudicata incapace di rispondere alle sollecitazioni e alle richieste del mondo circostante: di riconoscere il volto dei genitori, e di accoglierne il sorriso.

La chiusa dell’ecloga IV gioca un ruolo centrale anche nelle riflessioni sulle teorie psicologiche di Freud sulla formazione della personalità. In Psicanalisi e letteratura, saggio del ’46 (SGF I 455 sgg.), Gadda svolge una polemica violentemente satirica nei confronti dell’ ostracizzazione decretata alle teorie psicanalitiche dalla cultura di orientamento idealistico, e fatta propria dal fascismo. In questo scritto ai versi di Virgilio è conferita una validità umana che trascende le esperienze puramente personali, il citarli fornisce cioè lo spunto per un ripensamento dell’autobiografia e delle sofferenze dell’infanzia, nel quadro di una lettura freudiana dei rapporti tra genitori e figli.

Ben documentabile, nell’opera di Gadda, la presenza dell’Eneide, che lo scrittore, dopo gli anni della scuola, rilesse, in tutto o in parte, nel corso del servizio prestato al fronte. E proprio un verso dell’Eneide (VI 357) Gadda pone a epigrafe di ciascun anno dei suoi diari di guerra e a motto finale dell’opera: prospexi Italiam summa sublimis ab unda, parole pronunciate da Palinuro, uno dei personaggi virgiliani più cari a Gadda. Dal libro VI, e in particolare dal racconto della discesa di Enea agli Inferi, vengono anche altre tra le citazioni dell’Eneide contenute in Meditazione, Castello di Udine, Eros e Priapo – la raffigurazione dell’oltretomba nel poema virgiliano ha colpito Gadda così come lo aveva colpito nell’Odissea di Omero: il combattente che ha visto morire al fronte tanti giovani e giovanissimi trova particolarmente congeniale la pietas con la quale Virgilio guarda ai caduti ante diem (Narducci 2003: 122 sg.).

In un’intervista del ’67 Gadda annovera il Mantovano tra i «sommi epici dell’anti-epos» (Gadda 1993b: 153). Il Virgilio della pietas ha un certo spazio persino in Eros e Priapo, dove si accenna ai personaggi di Eurialo e Niso, di Camilla, di Palinuro (SGF II 277, 352; La Penna 2002). Altra figura che ha profondamente colpito Gadda è, non a caso, quella di Giuturna, la ninfa sorella di Turno che invano si sforza di sottrarlo al suo destino di morte (Narducci 2003: 124 sg.). La pervasività di queste ed altre reminiscenze è di per sé segno di ammirazione nei confronti di Virgilio, e della sua persistenza nella memoria dello scrittore.

Una sorta di abbozzo di interpretazione generale della poesia virgiliana è delineato in Psicanalisi e letteratura (SGF I 460 sg.). In questo passo, Gadda stabilisce un implicito parallelismo tra la giovanile esperienza dei rigori della disciplina militare da parte di Virgilio (che, erroneamente, come oggi sappiamo, vede documentata dai componimenti del Catalepton), e la propria personale vicenda biografica (Pecoraro 1996: 68). L’insistenza sul radicamento della poesia nella realtà della storia e della vita vissuta, la consonanza profonda con la pietas per i sacrificati in guerra e per tutte le vittime del destino – ciò mostra come Gadda legga in Virgilio una ricchezza di esperienza e un dolore analoghi a quelli che sono all’origine della propria vocazione letteraria. Di qui l’avversione per quelle epiche che sono solo retorica e vuoto orpello celebrativo. Significativo uno scatto d’ira di Gonzalo, nella Cognizione:

Caçoncellos, il Camoens di Terepáttola, diceva che Vergilio è un coglione: perché Palinuro è una bugia, e i ludi navali una retorica da leccapiatti.... Sì, sta’ fresco!.... otto anni d’una guerra navale che affamò Roma secondo lui gli parevano un tamarindo al seltz.... e Sesto Pompeo una barca da sardelle.... Mentre i suoi dimetri terepattolesi erano il mistero, il domani! Io ho dato espressione immortale ai più moderni ideali del mio popolo! Io sono disceso in fondo alle anime.... sì.... a Villa Giuseppina! (RR I 637; RR II 741)

Carlos Caçoncellos (uno dei tanti nomi parlanti di Gadda) è, nel romanzo, il poeta epico maradagalese celebratore della Reconquista di Santa Rosa, e vicino di villa di Gonzalo: nella sua figura, tratteggiata con tinte aspramente satiriche, si assommano i tratti di personaggi letterari diversi, da Foscolo a D’Annunzio.

Ma la polemica in difesa di Virgilio coinvolge direttamente Camões, cui Caçoncellos è accostato non per caso (Pecoraro 1996: 64 sg). Il celebratore delle glorie navali di Vasco De Gama ne aveva difatti esaltato le gesta come infinitamente più grandi di quelle dei romani, contrapponendo, con mossa retorica peraltro abbastanza consueta, la verità della materia del proprio poema alle invenzioni di Omero e di Virgilio, ed espressamente menzionando la vicenda di Palinuro come una tra le numerose bugie dell’Eneide (Lusiad. V 87, 8). Incapace di tollerare un simile ridimensionamento di uno degli episodi virgiliani che maggiormente gli stanno a cuore, Gonzalo-Gadda rivendica, con puntiglio bilioso, il legame dell’invenzione di Virgilio con la realtà, con la verità degli sconvolgenti conflitti cui la sua generazione aveva assistito.

Università di Firenze

Note

1. Dalle specchiere, SGF I 229. Cfr. Fo 2002: 216 sgg.; Narducci 2003: 116 sgg.

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859
ISBN 1-904371-00-0

© 2002-2020 by Emanuele Narducci & EJGS. First published in EJGS (EJGS 2/2002). EJGS Supplement no. 1, first edition (2002).

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