Per una gaddistica interattiva
The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)*

Luisa Carrer & Paola Ponticelli

1. Dichiarazione di poetica

Nel settembre 2000 esce in rete il numero inaugurale dell’EJGS. La prefazione di Federica Pedriali azzarda sin dalle prime righe una poetica forte:

A virtual Gadda? Well, the temptation is to say, of course! Isn’t Gadda the virtual author by definition? Perhaps the trouble is that we always try to solve the knot, his celebrated gnommero. What if we chose instead to amplify it, to surf boldly on its perilous crest, to magnify it beyond the limitations of the means he has struggled with all his life?

L’impostazione del sito, già al suo nascere, presenta una novità assoluta; la bipartizione in Journal e Resources si propone infatti immediatamente come intra-attiva e moltiplicativa. È una soluzione affatto originale per una rivista elettronica (il lancio di un nuovo periodico comporta, in genere, non più di una dichiarazione di intenti, un editoriale, una raccolta di contributi), e una vera e propria sfida alla timidezza della quasi totalità della periodica telematica attuale non solo dedicata all’italianistica. (1)

Ripensare la formula tradizionale sia del periodico accademico a stampa, sia, lo sottolineiamo, del periodico su supporto digitale mediante l’interattività e l’integrazione di sezioni e materiali, è subito priorità dell’EJGS. Rivista scientifica digitale che punta alla promozione di nuovi indirizzi di ricerca negli studi gaddiani, l’EJGS nasce, cioè, col preciso scopo di applicare le potenzialità dell’ipertestuale e del multimediale – insieme alla grande forza inclusiva che caratterizza le loro logiche – ad un autore sperimentale, se non proto-ipertestuale, quale è Gadda. I siti letterari attuali, sia detto, tendono, perlopiù, a rispecchiare prudentemente il modello di rigidità e i limiti sicuri e ben definiti del tradizionale libro. La logica ipertestuale, nel suo «comporre, delimitare, strutturare, collegare, simulare», vuole, al contrario, un rapporto continuo con l’esterno; se ben applicata, impone un «adattamento aperto al reale» e perciò viene ad essere, per natura, «creativa». (2)

Il complesso sistema del pensiero gaddiano trova in un ambiente siffatto il proprio habitat ideale. La discorsività tecnico-enciclopedica, critico-argomentativa e creativo-narrativa di e su Gadda sono spinte all’armonizzazione dalla forma ipertestuale, la loro relazione risultandone amplificata e «spazializzata» (Pellizzi 2001: §1). La visione di Federico Pellizzi circa la nuova «forma di spazialità culturale» che l’ipertestualità realizzerebbe, trova suo deciso riscontro nella sperimentalità dell’EJGS, lontana dalla formula digitale della scheda informativa, del contenitore di nozioni, della mera trasposizione dal cartaceo all’elettronico. La posizione, di avanguardia e, più ancora, di sperimentalità fattiva, comporta, cioè, la lucida accettazione del rischio dell’amplificazione e della coinvoluzione dei materiali, al fine di evitare l’appiattimento dell’oggetto in questione – la scrittura più recalcitrante dell’intero repertorio letterario italiano – in un caselliere inerte di schede e materiali meramente telematici.

2. Innovazione e tradizione nella struttura dell’EJGS

L’EJGS riesce, e lo si coglie sin dalle prime navigazioni, ad equilibrare sapientemente la sua spiccata ipertestualità con un’architettura rigorosa. È forse questa miscela di innovazione e tradizione, di vecchio e nuovo, a spiegare il successo di critica e di pubblico della rivista, ormai ben nota ed apprezzata tanto dai più giovani studiosi, esperti di Internet e delle nuove tecnologie, che dai più accreditati gaddisti ed italianisti, abituati ai classici canali di informazione e divulgazione di ambito accademico e pertanto meno inclini a prestare fiducia al World Wide Web.

La struttura bipartita cui si è accennato rispecchia una duplicità di obiettivi, con il Journal, periodico scientifico annuale, rivolto principalmente a esperti e specialisti, e il Resource Centre, ampia raccolta di materiali di consultazione, messa a disposizione di studenti e studiosi. La bipartizione, insieme ad un indice dei contenuti di esemplare chiarezza, ha il pregio di offrire al non-expert Internet user un valido ausilio per la navigazione. Molteplici collegamenti, come diremo tra breve, tuttavia uniscono dinamicamente i materiali delle due sezioni.

Risale al luglio del 2003 il secondo release dell’EJGS. Una lieve ristrutturazione dei contenuti, un elegante re-styling grafico e l’aggiunta di un comodo menù di navigazione hanno ulteriormente migliorato la funzionalità del sito, evidenziando subito le rispettive sottosezioni di ciascuno dei due nuclei. In questo modo il visitatore può accedere direttamente alle pubblicazioni del Journal (numeri correnti o passati, regolari e speciali), e alle voci delle Resources di suo interesse (testi gaddiani, saggi, bibliografia, ecc.). Lo stesso menù permette inoltre di accedere alle biografie dei membri del Comitato di redazione (Editorial Board) o alla composizione editoriale delle rubriche e ai dati statistici relativi alle consistenze e al numero di visite (Team & Figures).

Un utile strumento di consultazione, giustamente collocato in primo piano nella home page, sono le News, la rubrica dedicata agli eventi e agli aggiornamenti nel mondo della gaddistica, comprendente notizie sui convegni, appuntamenti e celebrazioni dedicate allo scrittore milanese in Italia e all’estero, insieme alle novità librarie anno per anno e alle nuove acquisizioni dell’EJGS.

3. Resource Centre

Il Resource Centre si configura come un ricco e variegato strumento di studio e di consultazione destinato principalmente a chi si avvicina a Gadda per la prima volta. (3)

La pagina introduttiva offre al visitatore l’indice completo dei materiali disponibili. Questi includono:

4. Journal

Il Journal è il cuore dell’iniziativa, il suo nucleo scientifico. L’EJGS è la prima rivista interamente dedicata a Gadda in versione elettronica ed edita in sede non italiana, e può essere considerata la controparte britannica dei Quaderni dell’ingegnere pubblicati da Ricciardi, periodico cartaceo annuale dedicato allo scrittore meneghino a cura del principale gruppo italiano di gaddisti coordinato da Dante Isella. Nella specificità delle rispettive impostazioni editoriali, le due riviste, per un’insolita coincidenza lanciate quasi contemporaneamente, (4) si integrano a vicenda, e oggi rappresentano i due principali strumenti di aggiornamento e di dibattito della critica gaddiana.

Il Journal ha conosciuto la sua prima uscita, contrassegnata dal numero 0, nel settembre 2000. A partire dalla seconda edizione (EJGS 1/2001) al numero regolare si è affiancato il primo volume della serie monografica, e con la terza (EJGS 2/2002) il primo dei supplementi. Il numero inaugurale (EJGS 0/2000) conteneva undici saggi già editi a stampa, gentilmente concessi per la pubblicazione elettronica dai rispettivi autori.

A quell’altezza cronologica le novità in cantiere per la seconda edizione erano già molte e originali, accuratamente programmate dalla direttrice del Journal. Così EJGS 1/2001 poteva offrire ben 6 saggi inediti, più vari interventi d’altro tipo, tra cui 2 estratti dalla saggistica di recente pubblicazione, la traduzione in inglese e l’edizione commentata dell’Incendio di Via Keplero, più un lavoro critico sullo stesso racconto – il primo dei volumi della Serie monografica – e il catalogo dei libri del Burcardo in versione elettronica, per gentile concessione dei curatori, Cortellessa & Patrizi, dell’edizione in volume.

EJGS 2/2002, d’altro canto, segna una vera e propria svolta per la consistenza delle informazioni e, soprattutto, per l’originalità dei contenuti. In appendice ad un numero regolare sempre più ricco (contiene 6 saggi inediti, la traduzione francese di uno dei maggiori racconti milanesi, San Giorgio in casa Brocchi, 3 lunghi estratti e 2 schede dalle novità bibliografiche, 5 interventi dedicati alla scomparsa di Robert Dombroski), escono infatti A Pocket Gadda Encyclopedia, il primo dei numeri speciali o Supplementi, e una seconda monografia, entrambi inediti.

A voler dare definizioni schematiche, la fisionomia-tipo del numero regolare del Journal risulta consistere in:

– un numero variabile di articoli inediti;
– edizioni commentate e/o traduzioni dalle opere di Gadda;
– estratti dalle novità librarie;
– aggiornamento bibliografico;
– cataloghi gaddiani recentemente acquisiti dall’EJGS;
– eventi di rilievo avvenuti nel corso dell’anno nel mondo della gaddistica.

Primo numero speciale dell’EJGS, la Pocket Gadda Encyclopedia – enciclopedia sui generis interamente dedicata a Gadda – raccoglie già alla sua prima edizione 70 saggi brevi (da cui la dicitura tascabile nel titolo) a firma di importanti gaddisti e studiosi di letteratura contemporanea, su temi, personaggi, opere, parole chiave, autori e quant’altro faccia parte dell’universo gaddiano. L’Encyclopedia è una guida rapida ed efficace per saggiare un determinato approccio critico, e un invito a riaprire il dibattito sui momenti salienti della vita, del pensiero e delle opere dello scrittore; non ambisce, cioè, ad offrire un panorama esaustivo (come potrebbe essere, ad esempio, l’intento dell’enciclopedia dantesca), ma piuttosto a fornire «una rete informativo-interpretativa in qualche modo essenziale». (5)

L’Encyclopedia può essere sfogliata e letta in più modi, partendo dal comodo indice generale o dai raggruppamenti alfabetici delle voci, e dunque seguendo le normali modalità di consultazione di un’enciclopedia o di un dizionario, oppure navigando ipertestualmente, il modo più efficace ed utile, ossia inseguendo le combinazioni plurime e le prospettive incrociate, usando cioè i lemmi come vere e proprie finestre da cui osservare la complessa stratificazione e del discorso critico e dell’universo gaddiano.

Complementare all’Encyclopedia, la Serie monografica, d’impostazione più tradizionale ma di assai facile consultazione online grazie agli indici dei contenuti, approfondisce aspetti specifici della produzione gaddiana – le vicende compositive di un testo breve, L’incendio di via Keplero, nel primo volume; le presenze leopardiane in Gadda, nel secondo.

5. Navigazione incrociata: i link interni

Le voci della Encyclopedia sono collegate non solo tra loro, come si è accennato, ma anche a tutto sito, con intenso traffico di link ai numeri regolari e speciali, all’archivio critico, ai testi gaddiani – rubriche da cui partono altrettanti inviti ad aprire i lemmi della Encyclopedia, la quale, pur mantenendosi iniziativa e pubblicazione autonoma, funge dunque anche da lemmario del sito.

è, si vuol dire, con una meditata trama di link interni che l’EJGS sfrutta abilmente la propria natura ipertestuale. Uno studente alle prime armi che legga Introducing Gadda aprirà i brani gaddiani che gli vengono via via presentati (gli estratti del Racconto italiano, oppure i maggiori interventi critici, un saggio di Contini, i capitoli della Disarmonia prestabilita, o le pagine critiche di Calvino). Un lettore, mettiamo, del tratto VI della Cognizione, avrà la possibilità di approfondire, nella Encyclopedia, alcune parole chiave o temi, evidenziati nel testo, come «gioiello», «corpo», «tutti» «sistema», «Vergilio», e avere così immediatamente un quadro essenziale delle occorrenze e dei significati principali del termine anche in altre opere gaddiane.

Considerando il carattere progettuale della rivista, in continua espansione ed evoluzione, pronta ad accogliere nuove e sempre più numerose idee, i link interni consentiranno al lettore di poter continuare a navigare con facilità ed estrema velocità tra una sempre più notevole quantità di informazioni. Con questo ed altri utilizzi particolarmente idiomatici dell’ambiente ipertestuale, l’EJGS riempe un vuoto, anche e soprattutto propositivo, dell’editoria elettronica attuale.

6. Redazione e affiliazione

Ideazione e progettazione, gestione scientifica, informatica, editoriale e promozionale sono state e sono concentrate nel lavoro della direttrice della rivista, Federica Pedriali. Il Comitato di redazione è costituito da 38 membri facenti capo a oltre 20 istituti universitari e di ricerca europei e statunitensi. Le collaborazioni, interne e esterne al Comitato, avvengono nella forma di consulenze flessibili. Superata la fase iniziale della vita della rivista, è stata intenzione della direttrice – data la crescita esponenziale del sito e nell’ottica dei molti progetti a venire – aprire i lavori a sotto-curatori, invitandoli a partecipare al progetto in veste di responsabili di sezione (Paola Italia per il Glossario; Raffaele Donnarumma per il Supplemento n+ 1, Antinomie gaddiane e per le Reviews; Albert Sbragia per il Gadda inglese; Marina Fratnik per il Gadda francese; Martha Kleinhans per il Gadda tedesco).

L’EJGS è, dal 2001, membro del Council of Editors of Learned Journals di Washington, organizzazione internazionale leader affiliata alla Modern Language Association of America e costituita da oltre 450 editori di periodici accademici dedicati allo studio di lingua e letteratura.

7. Consistenze

La consistenza totale dei testi, con l’edizione del 2001, contava 730.000 parole. All’edizione successiva era quasi raddoppiata, e raggiungeva 1.270.000 parole. Il numero inaugurale contava 103.488 parole. La progressione, da allora, è stata constante, dalle 119.447 parole di EJGS 1/2001 (con prima monografia) alle 197.283 di EJGS 2/2002 (con primo supplemento e seconda monografia), per una consistenza complessiva del Journal, edizione 2002, di 423.218 parole, con pubblicazione di inediti di 45 collaboratori.

Sempre per fornire qualche dato statistico (dati più completi e aggiornati all’edizione del 2004 sono accessibili da Site statistics). Già prevista e presente, come segnaposto vuoto, al momento del primissimo upload del settembre 2000, la Pocket Gadda Encyclopedia, primo numero speciale del Journal realizzato in meno di 14 mesi, ha attratto, alla prima edizione (novembre 2002), 70 interventi inediti di altissima qualità, frutto di 33 collaborazioni da un po’ tutta la gaddistica, per una consistenza di 109.623 parole, equivalenti a oltre 300 pagine a stampa. Passando alle cifre relative ad alcune voci della sezione Resources, edizione 2002: selezione di scritti gaddiani, 178.256 parole; BabelGadda, 152.280; archivio di testi critici, 272.862 – per un totale, riferito all’intera sezione di risorse, di 791.420 parole, equivalenti a 2639 pagine a stampa.

La multi-progettualità dell’annata 2003/04 offre nuovi significativi incrementi con l’uscita di due numeri regolari (EJGS 3/2003 & EJGS 4/2004); il secondo numero speciale (contiene, presentati per la prima volta in forma di raccolta, dieci articoli tecnico-autarchici di Gadda non inclusi nell’edizione Garzanti delle Opere); il terzo numero speciale (gli atti del Primo Convegno Internazionale EJGS, in onore di Gian Carlo Roscioni); il quarto numero speciale (il testo inedito di una intervista a Gadda, del 1965, accompagnata da una ricognizione fotografica della villa di Longone, del 1972, anch’essa inedita – materiali gentilmente messi a disposizione da Enrico Flores); il supplemento n + 1 (Antinomie gaddiane, rubrica di dibattito critico polarizzato curata da Raffaele Donnarumma); la seconda edizione della Pocket Gadda Encyclopedia, cresciuta a 89 lemmi; un Glossario gaddiano interconnesso ai testi (riversamento parziale del Glossario di Paola Italia, e con creazione di rubrica da lei curata).

La multi-progettualità, si vuol dire, è nel DNA dell’EJGS, iniziativa in crescita mirata e continua. Alla densità di una rete multifunzionale delle informazioni corrisponde, a soli quattro anni dalla fondazione del Journal, quella multimentale delle interazioni fra collaboratori e studiosi. È per questo che iniziative quali la Encyclopedia vengono definite, al contempo, «piccolo gioiello» e «cosmorama» (Alias, supplemento del Manifesto, 10 gennaio 2004).

8. Utenza

Al polo opposto rispetto ad una periodica scientifica «supply-driven» e «technology-driven», (6) l’EJGS si pone piuttosto come «demand-driven» (Mcknight and Price 1999: 558), pensato cioè specificamente per un certo tipo di utenza e di supporto. L’EJGS, si è detto, è stato concepito in formato digitale, ed è liberamente accessibile in rete, caso unico nell’ambito delle riviste full-text dedicate all’italianistica edite fuori d’Italia. (7) Riguardo alla tipologia di questa utenza, i contatti che l’EJGS ha a tutt’oggi stabilito definiscono una fascia alta di addetti ai lavori (studiosi, specialisti, ricercatori), una media di studenti universitari e dottorandi, ed una non-professionale di lettori e curiosi.

Quella dell’utenza di una pubblicazione periodica è una questione delicata. Alberto Cadioli sottolinea la responsabilità degli editori in proposito: i caratteri delle riviste letterarie tradizionali o dei libri di saggistica dovrebbero «rispondere ai modelli culturali dei lettori a cui si rivolgono», ad essi conformare «la disposizione materiale delle pubblicazioni e il livello di scientificità del discorso condotto. Testo e paratesto, si potrebbe dire – intenzione dell’autore e intenzione dell’edizione […] – presuppongono un gruppo di lettori reali o la prefigurazione di possibili lettori». (8)

La questione diviene ancor più delicata se il periodico in questione è in formato digitale. Di fatto, per la scrittura elettronica, e segnatamente per gli ipertesti letterari, sembra non esserci o avere difficoltà a determinarsi una comunità di riferimento. Sembra anzi diffusa la convinzione che, in rapporto alla rete, non possa sussistere alcuna comunità, se non quella virtuale, sfuggente ad ogni rilevazione. Peter Lyman si chiede allora opportunamente se «today’s virtual communities represent a kind of social withdrawal or whether they might become resources for social participation and community». (9)

La sperimentalità dell’EJGS sembra rispondere con sicurezza al quesito di Lyman, e in favore di una nuova partecipazione socio-culturale alla rete. L’interazione fra studiosi della gaddistica, a più livelli, è alimentata non solo a distanza e in modalità virtuale, ma anche tangibilmente e a viva voce, grazie all’organizzazione di gruppi di lavoro e convegni (vedi il Primo Convegno Internazionale EJGS, aprile 2003, e la seconda edizione, Hitting the Write Note: Literature and the Web, prevista per il 2006). Nell’ambito dell’editoria digitale non solo italianistica, questo che abbina il regolare confronto fra studiosi in ambiente digitale come pure entro le reali mura accademiche è un caso originale ed innovativo, e di sicuro spiega i livelli di ricezione altissimi – fra il gennaio 2001 e il marzo 2005 l’EJGS ha avuto 1.284.925 hits.

è certo che, come sostengono Halliday e Oppenheim, la «user acceptance is the key to the success of digital journals»: (10) il feedback e le comunicazioni spontanee che i lettori dell’EJGS inviano alla redazione, assumono grandissima importanza, facendo sì che le comunità dei lettori escano dall’ambiguità che il mercato spesso richiede e che concorrano ad imporre «decisioni non eludibili quando ci si interroga sulla cultura e sulla letteratura, rifiutando una tanto diffusa (quanto non detta) perdita di qualità [corsivo nostro], in nome di una maggiore estensione del consumo (confuso [spesso] con una maggiore “democraticità”)» (Cadioli 1998: 137).

9. Qualità

Quella della credibilità e della qualità dell’informazione multimediale è una questione legata, da un lato, alla raffinatezza tecnica e tecnologica di un progetto digitale. L’EJGS risponde ottimamente, in questo senso, a quei requisiti minimi, proposti da Peter Schillingsburg in cooperazione con The Modern Language Association, (11) e che un’edizione elettronica scientifica deve rispettare per essere riconosciuta qualitativamente valida. Propone, cioè, innanzitutto «a full accurate transcription»: qualsiasi documento digitalizzato per l’EJGS – sempre da edizioni accreditate e riconosciute – è controllato scrupolosamente e ripetutamente prima della pubblicazione da un team di assistenti alla redazione. Presenta, in secondo luogo, «a webbing or networking of cross-references connecting variant texts, explanatory notes, contextual materials, and parallel texts»: basti pensare alla funzione dell’archivio testi o alla interconnessione a tutto sito della Encyclopedia o della nuova sezione di Glossario. L’EJGS offre, inoltre – terzo punto – «a navigational system» (Schillingsburg 1996: 28) che consente al lettore di navigare efficacemente nel suo complesso ambiente ipertestuale: la nuova versione della home page (luglio 2003) ha aggiunto, come si accennava, usabilità e consistenza alla navigazione, e piani per il potenziamento del motore di ricerca interno al sito sono già stati avviati. Vorremmo aggiungere un quarto punto, e vale a dire l’importanza, lampante sin dalla prima visita al sito, che l’EJGS pone in una decisa ed efficace interazione fra testo e immagine, (12) e ciò al fine di preservare, oltre che di ricreare, l’iconografia gaddiana.

Al di là degli standard tecnici, tuttavia, la qualità e la raffinatezza dell’EJGS sono garantite anche, e, potremmo dire soprattutto, dall’elaborazione di «new genres and rhetorical norms within which visual media are used in a manner consistent with academic values such as critical judgement» (Lyman 1999: 376). Di fatto, la vera sfida per l’editoria digitale rimane ancora «the lack of mature institutional structures on the Internet». (13) Una consistente maggioranza di personale accademico ritiene tuttora esservi differenze sostanziali in termini di credibilità fra materiale pubblicato elettronicamente e materiale pubblicato secondo metodi tradizionali: riserve vertono sul problema della transitorietà del dato elettronico, sulla mancanza di controlli qualitativi, sulle procedure di archiviazione che possano garantire l’accessibilità a lungo termine. Concordiamo con Tötösy quando sostiene che «while this is in many instances justified, the solution is not to resist new media scholarship and technology but to make sure that good material and outstanding scholarship become available on the web». (14)

La filosofia dell’EJGS ha voluto e vuole proprio questo. Un Comitato di redazione nel ruolo di garante di qualità e procedure d’azione costantemente aggiornate che non dimenticano le esigenze dell’utenza, stanno assicurando alla rivista diffusione e approvazione su larga scala, nonché influenza ad un livello profondo, quello della epistemologia della disciplina di cui tratta.

10. Sviluppi futuri: la Biblioteca Virtuale Gaddiana

Le due ultime edizioni (2002 & 2004) hanno segnato la crescita esponenziale del sito. In vista di ulteriori acquisizioni e sviluppi progettuali, sono previste varie migliorie dell’impianto tecnico-editoriale dell’EJGS, e ciò per preservare l’elevata fruibilità dei contenuti e garantire una gestione dati sempre più fluida.

Un potenziamento della struttura è al momento in cantiere, previsto da tempo nel lungimirante piano che sostiene il Journal. Un primo step, assolutamente rispettoso dell’attuale architettura, prevede la fusione delle tre bibliografie gaddiane (primaria, secondaria, e cataloghi) in un unico database, accompagnata da un lavoro di soggettazione dei singoli record opportunamente concordato con la direzione e l’editorial board.

L’idea alla base del progetto è di creare una biblioteca gaddiana virtuale che, grazie a software in grado di garantire ricerche complesse, consenta agli studiosi di interrogare contemporaneamente gli attuali tre corpora bibliografici, strumento che arricchirà l’EJGS di un ulteriore preziosissimo tool multifunzionale e multiutente. Il catalogo unico gaddiano rappresenterà inoltre un nuovo importante primato per il sito; le bibliografie gaddiane tuttora esistenti in formato elettronico, le stesse pubblicate dall’EJGS, per quanto utili e complete, sono elenchi di voci organizzate alfabeticamente che non consentono di effettuare interrogazioni simultanee a più campi. La biblioteca gaddiana virtuale unificata e soggettata permetterà di effettuare ricerche sofisticate non solo per autore, data, casa editrice e luogo di pubblicazione, ma anche per temi e parole chiave. A chi interroghi il catalogo unificato, interessato ad approfondire, poniamo, il background filosofico e la presenza di determinati filosofi nel pensiero e nell’opera gaddiani, come Leibniz, verranno restituiti come risultato della ricerca contemporaneamente i testi online di Gadda nel quale Leibniz è citato, i saggi e i contributi dedicati al rapporto tra lo scrittore e il filosofo e i volumi di o su Leibniz contenuti, ad esempio, al Fondo del Burcardo.

A tutt’oggi niente di simile compare nell’accurato catalogo di Archivi, biblioteche, ricerche bibliografiche e aggiornamento bibliografico online o comunque in formato elettronico, pubblicato in ItalianisticaOnLine. (15) Trattandosi del più completo e aggiornato schedario dell’italianistica in Internet, possiamo concluderne che una siffatta biblioteca gaddiana rappresenterà una novità assoluta tra le risorse bibliografiche dell’italianistica in formato elettronico. Gli strumenti bibliografici presentati da Reale sono difatti essenzialmente cataloghi elettronici (OPAC, Online Public Access Catalogues) di biblioteche sia italiane che straniere. Qui le pubblicazioni (libri e riviste) sono registrate nella forma di schede catalografiche, dette record, contenenti campi che riportano informazioni per così dire di tipo amministrativo, e a soggettazione piuttosto generica; si tratta, cioè, informazioni sul dato patrimonio bibliografico di un ente, ossia di risorse ben diverse dalla progettata biblioteca virtuale gaddiana.

Al di là delle informazioni e degli strumenti, preziosissimi, che mette a disposizione di tutti, liberamente, e che intende continuare ad offrire in futuro, al di là dunque di un valore informativo innegabile e qualificato visti gli esiti e i propositi appena illustrati, l’EJGS è qualcosa di più di uno strumento di alta comunicazione scientifica: è un modello di critica militante. La non chiusura, la progettualità, la varietà di prospettive, gli intrecci, le interpretazioni e gli accostamenti plurimi, le combinazioni molteplici, la rete informativo-interpretativa messa a punto in tempi brevi e a completa disposizione del lettore – per chi ha familiarità con la teoria degli ipertesti queste affermazioni rimandano alla convergenza tra tecnologia e teoria letteraria, presagita in alcuni spunti critici d’avanguardia, come la Grammatologia di Derrida, e recentemente caldeggiata da Landow con l’avvento della scrittura elettronica.

Una simile terminologia suona, però, familiare anche a chi, pur non avendo alcuna pratica di ipertestualità e teoria ipertestuale, conosce bene la scrittura gaddiana. L’accostamento tra la scrittura più scatenata, innovativa e problematica del Novecento italiano e le emergenti tecnologie digitali e relative teorie critiche sono stati programmaticamente azzardati dall’EJGS, suggerendo nuove possibili vie interpretative. È dunque davvero arrivata l’ora di coglierne l’invito, e di reagire alle sollecitazioni proposte, impegnandosi nell’applicazione e nella verifica sperimentale delle nuove teorie e dei nuovi strumenti sul campo vivo della scrittura e della pratica gaddiane, e non limitarsi più a rilevare le affinità e le coincidenze terminologiche, per quanto sorprendenti, tra il lessico gaddiano e il vocabolario delle tecnologie e delle teorie emergenti. (16)

University of Edinburgh

Note

* L’articolo è frutto della stretta collaborazione delle due autrici che ne hanno discusso insieme ogni sua parte. Luisa Carrer ha curato i paragrafi 1, 6, 7, 8, 9; Paola Ponticelli i paragrafi 2, 3, 4, 5, 10.

1. Si veda, a proposito, il giudizio di L.M. Reale – in ItalianisticaOnLine definisce l’EJGS: «certamente un modello per iniziative analoghe». Per una impostazione tradizionale si veda invece il primo numero (2003) di Heliotropia, rivista elettronica dedicata agli studi su Boccaccio.

2. F. Pellizzi, L’ipertesto come forma simbolica, in Bollettino ’900 – Electronic Newsletter of ’900 Italian Literature (giugno 2001), no. 1: §1.

3. Esperimenti accostabili al Resource Centre gaddiano, finalizzati all’approfondimento di un determinato autore o di una determinata scuola letteraria, sono in corso da tempo nelle università americane. Si pensi, ad esempio, a The Victorian Web della Brown University. Questi progetti registrano in genere un ottimo feedback da parte degli studenti e soprattutto contribuiscono a migliorarne le abilità scientifiche. Per un’idea delle implicazioni teoriche e dei risultati didattici concreti ottenuti col web si vedano, ad esempio, D.M. Baulch, Blake’s Vala or The Four Zoas: Hypertext and Multiple Plurality, in The Wordsworth circle 30, no. 3 (1999): 154; G.P. Landow, Hypertext in Literary Education, Criticism, and Scholarship, in Computers and the Humanities 23, no. 3 (1989): 173-98, relativi ai risultati del progetto The Victorian Web; K. Sutherland, A Guide through the Labyrinth: Dickens’s Little Dorrit as Hypertext, in Literary and Linguistic Computing: Journal of the Association for Literary and Linguistic Computing 5, no. 4, (1990): 305-09; J. Zuern, The Sense of a Link: Hypermedia, Hermeneutics, and the Teaching of Critical Methodologies, in Literary and Linguistic Computing: Journal of the Association for Literary and Linguistic Computing 14, no. 1 (1999): 43-54.

4. Cfr. F. Pedriali, Surfing the Knot cit. (§ 11): «By a happy coincidence, our online venture gets underway as Dante Isella and his Garzanti team are about to launch the Quaderni dell’ingegnere, a hard copy journal entirely devoted to Gadda – proof, if needed, of the tremendous vitality in our field of research».

5. L’espressione, particolarmente efficace per descrivere il carattere essenziale della PGE, è stata adoperata da Massimo Riva a proposito del Lessico Critico Decameroniano, a cura di R. Bragantini e P.M. Forni, in La novella tra Testo e Ipertesto: il Decameron come modello (§ 3), in Decameron Web. Mara Santi, in una recensione dell’EJGS (Studi Novecenteschi 30, no. 65, gennaio-giugno 2003: 192-201), similmente definisce l’Encyclopedia «lo strumento di consultazione più articolato nel panorama degli studi gaddiani».

6. C. Mcknight & S. Price, A survey of author attitudes and skills in relation to article publishing in paper and electronic journals, in Journal of Documentation 55, no. 5 (1999): 559. Nell’ambito del mercato editoriale e della biblioteconomia a livello mondiale, si parla da qualche anno di «serial pricing crisis»: da alcune indagini risulta che l’aumento medio annuo nel prezzo dei periodici cartacei si conferma vicino al 13.5% da ben dieci anni. Ciò ha portato le biblioteche accademiche e di ricerca a dover affrontare un incremento delle spese per l’acquisto di periodici cartacei del quasi 140% nell’arco di un decennio e, dunque, a tagliare notevolmente le acquisizioni – per i dati percentuali, v. A. De Robbio, I periodici elettronici e la persistenza della memoria cartacea: un problema di definizioni, in Bibliotime 3, no. 2 (2000). Alcuni editori sono corsi ai ripari applicando aumenti anche maggiori e giustificandoli con le formule del «bundling», vale a dire l’abbinamento della versione elettronica di una rivista a quella cartacea in un unico pacchetto di abbonamento: dotandosi, quindi, di nuovi strumenti, potenzialmente più convenienti e versatili, e tuttavia, mantenendo vecchi presupposti di vendita. Una raccolta di ottimi articoli su tutte le questioni riguardanti l’editoria elettronica è l’Electronic Journal Publishing: A Reader Version 2.0; per informazioni di background sulle tendenze della comunicazione scientifica, si veda inoltre The Association of Research Libraries Bimonthly Report.

7. Secondo ItalianisticaOnLine, sono 22 le riviste dedicate all’italianistica disponibili full-text in edizione elettronica. Si precisa che, alla data della consultazione (dicembre 2003), l’EJGS non compariva nella lista, in quanto incluso dal curatore nella sezione sui siti dedicati agli Autori e testi della letteratura italiana (sezione attualmente non consultabile causa i correnti lavori di ristrutturazione del sito). Delle 22 riviste menzionate, ben 15 sono consultabili gratuitamente. Tuttavia, una soltanto di queste – rivista non esclusivamente legata all’italianistica, dobbiamo aggiungere – è edita all’estero. E ancora, solo 10 su 22 risultano essere le pubblicazioni nate su supporto digitale, a differenza di quelle concepite sin dal principio in entrambi i formati o, altrimenti, trasposte elettronicamente in un secondo momento. Di queste 10 nessuna è edita all’estero. Per un recente quadro sulla Free Online Scholarship (FOS) si veda P. Suber, Where Does the Free Online Scholarship Movement Stand Today?, in ARL Bimonthly Report 220 (February 2002).

8. A. Cadioli, Il critico navigante. Saggio sull’ipertesto e la critica letteraria (Genova: Marietti, 1998): 136.

9. P. Lyman, Digital Documents and the Future of the Academic Community, in Technology and Scholarly Communication, a cura di R. Ekman e R. Quandt (Berkeley, CA: University of California Press & Andrew W. Mellon Foundation, 1999): 377.

10. L. Halliday e C. Oppenheim, Developments in Digital Journals, in Journal of Documentation 57, no. 2 (2001): 264.

11. P. Schillingsburg, Principles for electronic archives, scholarly editions, and tutorials, in The Literary Text in the Digital Age, a cura di R.J. Finneran (Ann Arbor, MI: University of Michigan Press, 1996): 28. Per le recenti linee guida dell’Association of American Universities e dell’Association of Research Libraries, si veda D.K. Magner, Academics and industry issue pact to guide the evolution of scholarly publishing, in Chronicle of Higher Education, 7 June 2000 (accesso solo per abbonamento).

12. Per un approfondimento su Image-based Humanities Computing e sul recente campo di ricerca intorno al cosiddetto active reading, si veda il numero speciale di Computing and the Humanities 36 (2002).

13. R. Tetreault, New Models for Electronic Publishing, in Literary and Linguistic Computing 16, no. 1 (2001): 189.

14. S. Tötösy de Zepetnek, The New Knowledge Management: Online Research and Publishing in the Humanities, in CLCWeb: Comparative Literature and Culture: A WWWeb Journal 3.1 (March 2001).

15. Il sito di L.M. Reale è attualmente in fase di profonda ristrutturazione e l’accurato catalogo bibliografico cui si fa riferimento non risulta consultabile. Indicheremo il rimando aggiornato non appena disponibile.

16. Esplicito in tal senso il programma enunciato da Federica Pedriali in Surfing the Knot, prefazione del numero inaugurale: «could the net provide the ideal receptacle for Gadda, this most spherical of writers? The essential openness of his work, opera apertissima indeed – does that not cry out for a non-linear, hypertextual dimension, where the irreducibile complexity of the world is not regimented by the constraints of the printed paper? […] Could it not be that Gadda was ahead of his time, as the resourceful ingegnere that he was, in technological, rather than in poetic terms? The answers, if any, to questions such as these may only emerge after this site reaches some sort of completion (which may take another year or so) and of course from the reaction of users and colleagues. […] It will stand or fall by the feedback, suggestions, contributions from all Gadda scholars, and as such it is intended as an all-embracing experience – vide the variety of approaches within the Editorial Board».

Published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

ISSN 1476-9859
ISBN 1-904371-06-X

© 20o4 by Luisa Carrer, Paola Ponticelli & EJGS. First published in EJGS (EJGS 4/2004).
artwork © 2004-2026 by G. & F. Pedriali.
framed image: after (and with apologies to) M.C. Escher, Hand with Reflecting Globe, 1935.

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